Margherita De Giorgi su Colliii.comMargherita De Giorgi su Colliii.com

Colliii intervista l'artista Margherita De Giorgi, una delle maggiori esperte di reborning in Italia.

Colliii.com: Ciao Margherita. Innanzi tutto vorresti presentarti brevemente?

Margherita: Mi chiamo Margherita De Giorgi, ho quasi 59 anni, ma ci sono giorni in cui me ne sento appena quindici. Vivo a Lecce, una graziosa cittadina del sud Italia. Sono sposata da tanti anni, ho due figli adulti e che da tempo hanno lasciato il “nido”.

Colliii.com: Quando è nata la tua passione per le bambole?

Margherita: La mia passione per le bambole credo nasca con me, perché non riesco a ricordare un periodo della mia vita nel quale l’amore per le bambole non sia stato presente. Pensate che perfino in viaggio di nozze chiesi a mio marito di comprarmi una bambola! Il mio primogenito fu un maschio, poi mi nacque una bambina e… la ricoprii letteralmente di bambole. Non mi sembrava vero di poter avere la “scusa” giusta per poter finalmente comprare tante bambole! Sì, da piccola ne ho avute pochissime, appena tre, tutte inevitabilmente rotte dai miei fratelli piccoli, che in mia assenza, quando ero a scuola, le prendevano per giocare e, per vedere cosa c’era dentro, le aprivano, distruggendole. E’ facile immaginare i pianti sconsolati che mi facevo… sarà per questo che in seguito mi rimase una specie di “fame insaziabile” per le bambole.

Colliii.com: Quando sei approdata alle bambole reborn? Qual'è la fase della lavorazione che preferisci?

Margherita: Un po’ di anni fa, precisamente nel 2005, in una delle mie tante escursioni nel web alla ricerca di bambole-bebé, le mie preferite, scoprii l’esistenza di queste bambole speciali, chiamate “reborn”. Inizialmente, pensavo fosse il nome commerciale di questo tipo di bambole,  ma poi ho cominciato a documentarmi, a leggere tutti i tutorial presenti nel web e a lustrami gli occhi con le meraviglie che alcune artiste già creavano. Per cui, a quel punto, folgorata dalla mia eterna passione per le bambole e dal mio mai sopito senso artistico, che da sempre mi porta a disegnare, dipingere e tentare varie tecniche pittoriche, ho deciso di lanciarmi in quest’avventura e mi sono messa a realizzare bambole reborn anch’io. Così, mi procurai tutto il materiale necessario e i DVD con i corsi di apprendimento; comprai molti libri, varie pubblicazioni e riviste specifiche sull’argomento. Poi, dopo uno studio approfondito della tecnica ed anche dei materiali (durato mesi), mi sono buttata a capofitto in questo magico mondo. All’inizio i risultati erano un po’ incerti, ma poi, procedendo man mano nella pratica, oltre nello studio continuo di quest’arte, ho acquisito maggiore esperienza. Ovviamente credo che la mia naturale indole artistica mi abbia molto aiutata, così come una certa esperienza pittorica credo sia stata un grande vantaggio. Infatti, è proprio la fase della colorazione quella che mi dà maggiori soddisfazioni, perché mi piace, attraverso i vari strati di colore, raggiungere l’effetto realistico della pelle di un neonato, con le sue trasparenze, le ombre, i rossori, i piccoli graffi, le screpolature di un vero neonato. Anche il rooting mi piace molto, benché sia stancante per la vista. Adoro l’ultra-micro rooting e mi piace disporre i “follicoli” dei capelli in modo regolare, in modo da ottenere un risultato finale il più realistico possibile. Purtroppo, però, questa tecnica porta via molto tempo e stanca parecchio gli occhi, ma poi l’effetto finale ripaga lo sforzo e la pazienza.

Colliii.com: Cosa piace delle tue bambole alla gente?

Margherita: Le signore che hanno “adottato” le mie creature solitamente mi parlano della grande emozione che provano quando ricevono una delle mie “Pupae”. Mi fanno dei complimenti che mi riempiono il cuore di gioia e tutte mi dicono – conoscendo il mio motto “Fare bambole non è una forma d’arte, ma una forma d’amore” – che le mie creature dimostrano davvero tutto l’amore con cui vengono realizzate. E questo per me è davvero il complimento più bello.

Colliii.com: Hai altri hobby oltre alle bambole?

Margherita: Devo anche dire che ormai per me quest’arte è diventata fortemente totalizzante. Confesso che a volte mi sento, come dicono le artiste americane, un po’ addicted; provo, infatti, una specie di piacevole e gioiosa dipendenza, che mi fa stare bene e mi regala tanta serenità.

Oltre alle bambole, mi piace molto cucire, ricamare, lavorare a maglia e ad uncinetto. E per questo motivo, convogliando tutte queste passioni nel dollmaking ho raggiunto il top della felicità.

In futuro mi piacerebbe molto scolpire un bebé O.O.A.K. Ho già fatto un tentativo e mi è sembrato buono, per cui penso che continuerò a provare. E’ un sogno bellissimo per me quello di riuscire un giorno a realizzare un kit tutto mio.

Colliii.com: Cosa pensi delle critiche verso le bambole reborn in quanto troppo realistiche? Sappiamo che sei informata sul fenomeno “Uncanny valley”, di cosa si tratta?

Margherita: Riguardo le diverse reazioni che la gente ha di fronte ad una bambola reborn credo sia, tutto sommato, un fatto normale. C’è chi prova tenerezza ed ammirazione alla vista di una bambola realistica: tenerezza perché un neonato normalmente ci provoca un senso di affettuosa e tenera protezione; ammirazione perché si rimane sempre stupiti di fronte all’arte ed alla perfezione dei dettagli. Tuttavia ci sono persone che alla vista di una bambola troppo realistica provano un senso di repulsione. Alcuni le trovano terrificanti, molti sostengono di vedere solo dei bimbi morti. Questa reazione, credo possa essere spiegata con la teoria di uno studioso giapponese di robotica, il quale ha definito col termine “Uncanny valley” l’inquietudine che alcune persone provano di fronte all’eccessivo realismo. In sostanza, l’arte che cerca di copiare il vero può destare diversi livelli di “piacevolezza” e di “gradimento”, ma quando questa supera una certa “soglia” di realismo la piacevolezza precipita in un punto opposto, che comprende una gamma di reazioni che vanno dall’inquietudine, alla repulsione, al ribrezzo, al terrore. Personalmente, credo sia solo una questione di abitudine, e sono sicura che col passare del tempo più nessuno proverà reazioni negative di fronte a queste stupende bambole-bambini, ma rimarranno solo il piacere e la gioia di ammirare qualcosa di bello e realistico, frutto di notevole impegno e tantissimo lavoro.

Colliii.com: Sappiamo che hai scritto un tutorial. Ce ne vuoi parlare?

Margherita: Un paio di anni fa la rivista “La Bacchetta Magica” mi propose di elaborare un corso-base di apprendimento di questa magica arte, e così, puntata dopo puntata, vennero pubblicate le mie lezioni, complete di foto illustrative dei vari passaggi di lavorazione, dalla preparazione di materiali e strumenti da lavoro sino alla imbottitura e all’assemblaggio della bambola. In seguito queste lezioni, insieme a quelle di altre artiste esperte di  quest’arte affascinante, sono state riunite in un manuale, pubblicato nel dicembre 2009 dalla stessa rivista. http://www.labacchettamagica.it/reborn.html. Sul mio sito www.pupapupae.it/ c’è anche una una sezione dedicata al “Reborning Process”, nella quale è anche inserito un file .pdf  tratto dalla rivista “La Bacchetta Magica – Bambole”.  In questa prima lezione ho spiegato la differenza fra “Reborning” e “Newborning” ed anche cosa occorre per realizzare una bambola reborn e quali materiali sono necessari. Il resto del corso è stato pubblicato nelle puntate successive ed anche nel manuale: http://www.pupapupae.it/cosrebornproc.htm.

Ho avuto anche il piacere di vedere pubblicate alcune mie bambole, tra cui la copertina del n. 7 della rivista “La Bacchetta Magica”, che ritrae la mia “Ingrid” e la copertina del manuale “Realizzare un reborn in vinile” dedicata alla mia dolce “Lara”. Alla pagina http://www.pupapupae.it/aboutme.htm del mio sito troverete le immagini di queste copertine ed anche gli “awards” e i diplomi che mi sono stati assegnati da quando ho iniziato a coltivare quest’arte deliziosa, che mi assorbe quasi interamente e che non smette di affascinarmi.

Colliii.com: Grazie mille per l’intervista, Margherita. E’ sempre interessante chiacchierare con te. Speriamo di rivederti presto e ti facciamo tanti auguri!